IL MONELLO

martedì, settembre 30, 2003

Tutti i sogni che ci ha regalato
di Pino Scaccia

 

 

È morto a Roma lo scrittore e giornalista Oreste Del Buono, fondatore di Linus. Lo si è appreso da fonti vicine alla famiglia. Aveva 80 anni ed era malato da tempo. Oreste Del Buono (a lui piaceva firmarsi "Odb", quasi fosse una specie di marchio di riconoscimento) era nato l'8 marzo 1923 all'isola dell'Elba. Scrittore, giornalista, critico e consulente editoriale, Del Buono è stato l'intellettuale che ha fatto conoscere in Italia i fumetti dei Peanuts di Charles Schulz, attraverso la rivista "Linus", di cui è stato fondatore e direttore. E' stato, pressoché ininterrottamente dalla sua fondazione, direttore della rivista "Linus", facendo conoscere al pubblico italiano le strisce a fumetti di Schulz, da Snoopy a Charlie Brown. Secondo molti, Del Buono ha sdoganato il fumetto, facendogli muovere i primi passi fuori dal ghetto della "sottocultura" in cui fino agli anni Sessanta era stato confinato. >>>


postato da monello | 30/09/2003 19:00 | commenti (4)

a TE che mi piaceva che...
(una piccola parentesi tra le guerre del mondo)
"Si scrive per popolare il deserto... per non morire... per essere ricordati e per ricordare... anche per dimenticare... anche per esser felici... per far testamento... per giocare... per scongiurare, per evocare... per battezzare le cose... per surrogare la vita, per viverne un'altra... per persuadere e amorosamente sedurre... per profetizzare... per rendere verosimile la realta'... Tante sono, suppergiu', le ragioni per scrivere. Una di piu', ma forse una di meno (non ho contato bene), delle ragioni per tacere.
"Le ragioni dello scrivere",
Gesualdo Bufalino




postato da monello | 30/09/2003 17:39 | commenti (1)

LA GUERRA CHE PASSA SOTTO SILENZIO
in Colombia ancora morti

Una bomba radiocomandata, nascosta in una motocicletta, è esplosa ieri in una affollata area del centro urbano di Florencia (dipartimento del Caquetá, a sud del paese), uccidendo 11 persone e ferendone altre 48. Secondo un bilancio diffuso dalle autorità locali, tra le vittime vi sono nove civili (tra cui tre bambini di 10, 11 e 12 anni) e due poliziotti; a quanto pare gli agenti non sarebbero stati obiettivo diretto degli attentatori: "se così fosse stato - sostengono gli ufficiali - l'episodio avrebbe avuto una dinamica differente; si è invece trattato di un attacco deliberato contro la popolazione civile". E in effetti l'ordigno è saltato in aria in una zona ad alta concentrazione di ristoranti e discoteche. Altri invece avanzano l'ipotesi che la bomba sia stata installata per colpire paramilitari delle AUC (Autodifese Unite della Colombia) che normalmente frequentano questi locali. I guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, in particolare il 'Fronte 3' e la "Colonna Mobile Teófilo Forero" sono i principali sospettati di questa ennesima strage. Intanto è stato lanciato un allarme sanitario, in quanto le carenti strutture ospedaliere di Florencia non possono assistere che una piccola parte dei feriti.

Gli attentati nelle città colombiane hanno provocato quasi 100 morti nel 2003 (Foto: El Tiempo)









postato da monello | 30/09/2003 17:19 | commenti

SOTTO LA LUNA AFGHANA...
Non si fermano gli attacchi alle forze di sicurezza afghane. Sabato in una nuova imboscata avvenuta nella provincia di Helmand, una delle zone dove maggiormente si sono concentrate le azioni delle forze di resistenza talebane, sono morte 7 guardie del corpo del governatore provinciale. L'attacco si è svolto nell'area di Mir Mundo, lungo la strada che collega la capitale della provincia, Lashkargah, a Sangin. Alcuni uomini a bordo di due macchine hanno attaccato gli agenti mentre il governatore, Sher Mohammed Akhundzada, si è salvato solo perchè non viaggiava con la sua scorta. Non sono stati effettuati arresti nè ci sono state rivendicazioni, ma i sospetti si concentrano su gruppi miliziani, ormai ben riorganizzati, di talebani che non perdono occasione di attaccare le forze della coalizione e quelle del governo afghano. Ma nessuno può più dirsi sicuro nella palude afghana. Mercoledì era infatti stato ucciso un operatore umanitario dell'associazione Voluntary Association for Rehabilitation of Afghanistan; teatro dello scontro sempre la provincia di Helmand. Secondo la ricostruzione dei fatti l'operatore stava viaggiando a bordo di un pickup con altri due colleghi ed un autista afghano quando il veicolo è stato attaccato da 4 guerriglieri talebani. Nello scontro è rimasto ucciso l'operatore umanitario e l'autista stato ferito.



postato da monello | 30/09/2003 17:14 | commenti


giovedì, settembre 18, 2003

 

 

 

 

 


IN COLOMBIA...

 


postato da monello | 18/09/2003 19:45 | commenti (7)

IL RITORNO DOPO IL SILENZIO FORZATO...
HANS BLIX NON MOLLA LA PRESA SULL'IRAQ E ACCUSA LONDRA DI AVER CONDITO IL DOSSIER SULLE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA PUBBLICATO L'ANNO SCORSO DA DOWNING STREET CON UNA BUONA DOSE DI 'SPIN' PER CONVINCERE GLI ELETTORI AD APPOGGIARE LA GUERRA. NON PIU' TARDI DI IERI, L'EX CAPO DEGLI ISPETTORI DELL'ONU AVEVA AFFERMATO CHE SADDAM HUSSEIN SI ERA DISFATTO DELLE PROPRIE ARMI DI STERMINIO DIECI ANNI FA. OGGI, IL FUNZIONARIO IN PENSIONE DELLE NAZIONI UNITE E' TORNATO ALLA CARICA: NON SOLO HA DETTO CHE LONDRA E WASHINGTON HANNO "SOPRAVVALUTATO" LE INFORMAZIONI SUL PRESUNTO ARSENALE CHIMICO-BIOLOGICO DI BAGHDAD, MA HA ACCUSATO IL GOVERNO BRITANNICO DI AVER MANIPOLATO I MEDIA (CIOE' DI ESSERE RICORSO ALLA COLLAUDATA TECNICA DELLO 'SPIN') PUR DI RAGGIUNGERE IL SUO SCOPO. IL GIUDIZIO DI BLIX, SUBITO RESPINTO SIA DAL MINISTERO DEGLI ESTERI, SIA DAL PRESIDENTE DEI COMUNI (NONCHE' MEMBRO DELL'ESECUTIVO) PETER HAIN, E' PESANTE: LONDRA SI' E' COMPORTATA NE' PIU', NE' MENO COME SI COMPORTEREBBE QUALSIASI VENDITORE DI FRIGORIFERI IMPEGNATO A PIAZZARE I PROPRI PRODOTTI. "NOI SAPPIAMO CHE I PUBBLICITARI PRESENTANO UN FRIGORIFERO IN TERMINI CHE LORO STESSI STENTANO A CREDERE - HA AFFERMATO DURANTE UN'INTERVISTA ALL'EMITTENTE RADIOFONICA DELLA BBC,RADIO 4 -. MA NOI CI ASPETTIAMO CHE I GOVERNI SIANO PIU' SERI, CHE ABBIANO UNA MAGGIORE CREDIBILITA"'. LA DURA CRITICA DELL'EX CAPO ISPETTORE COINCIDE CON LA FASE CONCLUSIVA DELL'INCHIESTA HUTTON SUL SUICIDIO DEL CONSULENTE SCIENTIFICO DAVID KELLY, LEGATO -SEMBRA- PROPRIO AD UN'AFFERMAZIONE CONTENUTA NEL DISCUSSO DOSSIER IRACHENO: QUELLA SECONDO CUI SADDAM HUSSEIN POTEVA ATTIVARE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA NELL'ARCO DI 45 MINUTI. RIFERENDOSI PROPRIO A QUESTA AFFERMAZIONE, BLIX HA DICHIARATO: "... QUANDO LEGGO IL TESTO PAROLA PER PAROLA, IO HO L'IMPRESSIONE CHE VOGLIA DARE UNA CERTA IMPRESSIONE E GUIDARE IL LETTORE VERSO CONCLUSIONI CHE VANNO UN PO' PIU' IN LA' DEL SIGNIFICATO DEL TESTO". QUI, SECONDO BLIX, ENTRA QUINDI IN BALLO IL FATTORE 'SPIN': IL TESTO "SI PUO' LEGGERE IN MODO RESTRITTIVO, MA SI PUO' ANCHE ARRIVARE A CONCLUSIONI DI PORTATA PIU' AMPIA, COME PENSO ABBIA FATTO MOLTA GENTE". BLIX HA PARLATO DI "CULTURA DELLO SPIN" ED HA POI ACCUSATO I GOVERNI DI WASHINGTON E LONDRA DI AVER "SOPRAVVALUTATO" LE INFORMAZIONI SULLE PRESUNTE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA IRACHENE. "HANNO SOPRAVVALUTATO" LE INFORMAZIONI: HA RISPOSTO BLIX ALLA DOMANDA SE REGNO UNITO E STATI UNITI ABBIANO FORZATO LA MANO PER GIUSTIFICARE IL CONFLITTO. "LORO ERANO CONVINTI CHE SADDAM STESSE ANDANDO VERSO QUESTA DIREZIONE (LO SVILUPPO DI ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA) E PENSO CHE QUESTO SIA COMPRENSIBILE DATO IL BACKGROUND DELL'UOMO", HA DICHIARATO. L'EX NUMERO UNO DEGLI ISPETTORI DELL'ONU HA POI DETTO: "CAPISCO CHE DEBBANO SEMPLIFICARE LE COSE QUANDO LE SPIEGANO, CIONONOSTANTE NOI CI ASPETTIAMO CHE SIANO AFFIDABILI". HA SUBITO RIBATTUTO A BLIX IL PRESIDENTE DEI COMUNI, PETER HAIN, IL QUALE HA RIBADITO OGGI LA POSIZIONE DEL GOVERNO: IL MATERIALE DI INTELLIGENCE E' STATO "GESTITO IN MODO APPROPRIATO, ELABORATO IN MODO APPROPRIATO E VALUTATO IN MODO APPROPRIATO". (ANSA).

 


postato da monello | 18/09/2003 19:42 | commenti (2)


sabato, settembre 13, 2003

AVERE DIECI ANNI IN ETIOPIA

















 

















postato da monello | 13/09/2003 21:28 | commenti (3)

VIOLENZA IN COLOMBIA
Una potente bomba, caricata su un cavallo, è stata fatta esplodere mercoledì in un affollato mercato del villaggio di Chita, nel dipartimento di Boyacá: è stata una ennesima strage, in cui otto civili, fra cui un bambino, sono stati uccisi, ed altri 15 sono rimasti feriti. Testimoni riferiscono che uomini armati avrebbero costretto un contadino locale (successivamente scampato alla deflagrazione) a condurre l'animale al centro del villaggio; secondo le autorità, che hanno accusato il 'Fronte 45' delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), l'attentato potrebbe essere una rappresaglia contro la popolazione, che avrebbe "sostenuto le offensive dell'esercito" che da oltre un mese si protraggono nell'area.
A sostegno della tesi vi è il fatto che a Chita non vi è amministrazione comunale (il sindaco è fuggito sei mesi fa in seguito alle minacce della guerriglia) nè presenza delle forze dell'ordine.
Ancora mercoledì, fonti governative affermano che sei ribelli delle FARC e due dell'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) sarebbero stati uccisi dai militari in due operazioni effettuate a Las Mercedes, nel Chocó e presso San Carlos (Antioquia).
A Medellín, sei cadaveri sono stati rinvenuti nel fiume che attraversa la città: non è ancora chiaro se si tratti di omicidi legati a guerriglia, gruppi paramilitari, narcotraffico o criminalità comune.
Bombardamenti aerei si sarebbero registrati sulle foreste del dipartimento del Guaviare, dove secondo gli ufficiali sarebbe stato "distrutto un velivolo utilizzato dalle FARC per trasportare armi e droga". Nei giorni precedenti, un'imboscata delle FARC ha provocato due morti e sei feriti tra una pattuglia di militari regolari a Petrólea, nel Catatumbo; nello Stato di Antioquia, un altro soldato è deceduto in un ospedale per le ferite riportate nell'esplosione di una mina antiuomo.
In due quartieri della città di Pasto (Nariño), due persone sono state uccise da altrettante bombe scoppiate a pochi minuti di distanza l'una dall'altra; fonti della polizia ipotizzano che "le vittime possano essere in qualche modo legate agli attentati, ed è probabile che trasportassero gli ordigni".







postato da monello | 13/09/2003 21:18 | commenti


giovedì, settembre 11, 2003

11 DUE VOLTE...

 

 

 

 

 



 



postato da monello | 11/09/2003 18:50 | commenti (1)


martedì, settembre 09, 2003

IN LIBERIA























postato da monello | 9/09/2003 17:30 | commenti

LA GUERRA SILENZIOSA DELLE MINE ANTIUOMO
L'ANNO SCORSO, IL MAGGIOR NUMERO DI VITTIME LO HANNO FATTO IN CECENIA, DOVE LE AVEVANO PIAZZATE SIA I GUERRIGLIERI INDIPENDENTISTI CHE I RUSSI, E DOVE SONO SALTATE IN ARIA PER AVERLE TOCCATE 5.695 PERSONE. SEGUE L'AFGHANISTAN, DOVE HANNO FATTO A PEZZI 1.286 ESSERI UMANI, E VIA VIA ALTRI 80 PAESI DEL MONDO, MOLTI DEI QUALI DIMENTICATI, NESSUN CONTINENTE ESCLUSO. LE MINE ANTIPERSONA CONTINUANO AD UCCIDERE, NELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI CASI I CIVILI, NONOSTANTE CINQUE ANNI FA SIA STATO FIRMATO DA 143 STATI IL TRATTATO DI OTTAWA CHE LE HA MESSE AL BANDO, SEBBENE NEL 2002 36 PAESI ABBIANO SMESSO DI PRODURLE - MA IN QUINDICI SI CONTINUA A RISERVARSI IL DIRITTO DI FARLO - E ANCHE SE IL "COMMERCIO DELLA VERGOGNA" SIA ORMAI ILLECITO E RIDOTTO AL MINIMO. LA DENUNCIA E' CONTENUTA NEL LANDIMINE REPORT 2003, IL RAPPORTO ANNUALE SULLE MINE ELABORATO PER IL 2002 DALLA CAMPAGNA INTERNAZIONALE PER LA MESSA AL BANDO DELLE MINE. IL DOCUMENTO GRIDA I SUOI DATI, DIFFUSI OGGI A ROMA IN CONTEMPORANEA AD ALTRE CAPITALI NEL MONDO. E RICORDA CHE QUALCHE MIGLIORAMENTO C'E' MA CHE ASSOLUTAMENTE CIO' CHE SI TENTA DI FARE NON BASTA: L'INCUBO IN CUI VIVONO MILIONI DI PERSONE INCOLPEVOLI NON CONSENTE DI ABBASSARE LA GUARDIA.L'ANNO SCORSO SONO STATI 20MILA IN 82 PAESI GLI ESSERI UMANI DILANIATI DA MINE DI CUI SI E' CERTI: MA SONO SICURAMENTE DI PIU', PERCHE' MORIRE IN QUESTO MODO E' CONSIDERATO 'NORMALE' IN MOLTI LUOGHI, E LA COSA NON VIENE NEMMENO DENUNCIATA NE' QUINDI REGISTRATA. QUARANTACINQUE DEGLI 82 PAESI IN CUI CIO' CONTINUA AD ACCADERE HANNO SOTTOSCRITTO IL TRATTATO DI OTTAWA E IN 41 DI ESSI LE GUERRE SONO FINITE. IL FATTO E' CHE LE MINE CONTINUANO A DISTRUGGERE VITE ANCHEDOPO LE GUERRE. ANZI, "LA PACE COINCIDE CON L'ESPLOSIONE DELLE MINE, PERCHE' LA GENTE SI MUOVE DI PIU' ", E MUORE NON APPENA RICOMINCIA A VIVERE, SOTTOLINEA NICOLETTA DENTICO, PRESIDENTE DELLA CAMPAGNA. E, NONOSTANTE OTTAWA, IN 16 DEI PAESI FIRMATARI NON SONO ATTIVI ANCORA OGGI PROGRAMMI DI BONIFICA, MENTRE IN 25 MANCANO TOTALMENTE PROGRAMMI DI INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE DELLA POPOLAZIONE SUI RISCHI DELLE MINE. "SE ANCHE OGGI FINISSE COMPLETAMENTE OGNI PRODUZIONE E CIRCOLAZIONE DI NUOVE MINE ANTIPERSONA, CI VORREBBERO DECINE DI ANNI PER BONIFICARE I TERRITORI CONTAMINATI", HA DETTO DENTICO, NON SOLO DA MINE ANTIUOMO MA ANCHE DA QUELLE ANTICARRO, DA ORDIGNI INESPLOSI, PER NON PARLARE DELLE BOMBE A GRAPPOLO UTILIZZATE RECENTEMENTE DAGLI STATI UNITI IN AFGHANISTAN E IRAQ, CHE MOLTIPLICANO I PERICOLI E VANIFICANO GLI SFORZI DI TUTTI COLORO, GOVERNI, ONG, TECNICI INTERNAZIONALI, IMPEGNATI NELL'OPERA DI DISINQUINAMENTO. SONO ANCORA QUINDICI I PAESI PRODUTTORI DI MINE ANTI-PERSONA: TRA QUESTI LA CINA, GLI STATI UNITI, LA RUSSIA, CHE SONO MEMBRI PERMANENTI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL'ONU. CON LORO BIRMANIA, LE DUE COREE, CUBA, INDIA, IRAN, IRAQ, NEPAL, PAKISTAN, SINGAPORE, VIETNAM. IL NUMERO DELLE MINE ATTUALMENTE ESISTENTI NEGLI ARSENALI DI 78 PAESI SONO OLTRE 200 MILIONI (I MAGGIORI IN CINA, RUSSIA, USA), DICE IL RAPPORTO. L'ITALIA, UN TEMPO GRANDE PRODUTTRICE ED ESPORTATRICE DI MINE, E' STATA TRA I PROTAGONISTI DEL TRATTATO DI OTTAWA, E HA COMPLETATO NEL NOVEMBRE 2002, CON QUASI UN ANNO DI ANTICIPO SULLA SCADENZA DELLA CONVENZIONE, LA DISTRUZIONE DEI SUOI ARSENALI, CHE CONTAVA 7 MILIONI DI PEZZI. MA LA RESPONSABILITA' DELL'ITALIA RESTA, HA AFFERMATO NICOLETTA DENTICO, L'EREDITA' DEL PASSATO E' PESANTE POICHE' LE SUE MINE CONTINUANO A 'LAVORARE': "NON DIMENTICHIAMO CHE MOLTE DELLE MINE CHE HANNO FATTO PIU' DI 450 VITTIME NEL KURDISTAN IRACHENO NEL 2002 E DI QUELLE CHE CONTINUANO A MUTILARE E UCCIDERE IN PAESI COME LA SOMALIA O L'AFGHANISTAN PORTANO IL MARCHIO 'MADE IN ITALY', AGGIUNGE. ED E' PROPRIO QUESTA RESPONSABILITA' CHE DEVE INDURRE IL GOVERNO ITALIANO, TANTO PIU' IN QUANTO PRESIDENTE DI TURNO DELL'UE - HA AFFERMATO - A ESERCITARE TUTTA LA PRESSIONE POSSIBILE SUGLI STATI CHE NON HANNO ADERITO A OTTAWA AFFINCHE' LO FACCIANO, IN PARTICOLARE SULLA RUSSIA E SUGLI STATI UNITI. IL GOVERNO ITALIANO, PROPRIO PER IL RUOLO POSITIVO GIOCATO DA ROMA NEGLI ULTIMI ANNI, HA INSISTITO LA PRESIDENTE DELLA CAMPAGNA PER LA MESSA AL BANDO DELLE MINE, DEVE INOLTRE INTERVENIRE AFFINCHE' I FINANZIAMENTI PER LA BONIFICA E IL SOSTEGNO ALLE POPOLAZIONI CRESCANO. NEL 2002, GOVERNI E ISTITUZIONI HANNO DEVOLUTO 309 MILIONI DI EURO AD ATTIVITA' DI 'MINE ACTION'. NEGLI ULTIMI DIECI ANNI, 1,7 MILIARDI DI EURO. GLI USA SONO I MAGGIORI DONATORI, SEGUITI DA GIAPPONE E DA UE. ANCHE L'ITALIA HA FATTO LA SUA PARTE, CON 15 MILIONI DI EURO NEGLI ULTIMI TRE ANNI. UN IMPEGNO CONFERMATO OGGI DAL SOTTOSEGRETARIO AGLI ESTERI ALFREDO MANTICA, IL QUALE HA AUSPICATO CHE ESSO POSSA AUMENTARE FINO A RADDOPPIARE NEL PROSSIMO TRIENNIO.
(FONTE ANSA)

 



postato da monello | 9/09/2003 17:26 | commenti


giovedì, settembre 04, 2003

IL CALDO IN LIBERIA












 












postato da monello | 4/09/2003 19:45 | commenti (4)

Brasile: impuniti i delitti nelle zone rurali
Tra il 1995 ed il 2002 sono stati assassinati 287 tra lavoratori e dirigenti sindacali rurali del Brasile. Di questi solo sei casi sono arrivati al processo. Sono i dati diffusi dalla Commissione Pastorale della Terra (CPT) che denuncia la drammatica situazione di impunità per i delitti perpetrati durante i conflitti tra proprietari terrieri e lavoratori agrari nelle campagne brasiliane. Secondo la CPT, le morti dall'inizio dell'anno superano già quelle del 2002. Ad agosto 2003 si contano 44 morti nei conflitti rurali contro i 43 di tutto l'anno passato. L'impunità, denuncia la CPT, è uno dei motivi dell'aumento delle morti insieme con la "reazione conservatrice" alla promessa riforma agraria del Presidente Lula. Le manifestazioni del "Grito dos Excluídos" si terrano come da 8 anni il 7 settembre, sempre in Brasile, per denunciare la drammatica situazione di questo Paese: 40 milioni di persone escluse dal sistema previdenziale, il 13% della popolazione attiva disoccupata e milioni di persone in condizioni di vita al di sotto della soglia di povertà. Gli organizzatori di "Grito dos Excluídos" intendono inoltre rivendicare la sovranità nazionale in contrapposizione all'accordo commerciale interamericano denominato ALCA. Nel frattempo, al processo per i Ragazzi di Altamira, per le efferate violenze compiute a danno di minori nella cittadina di Alatmira (Parà) dall'agosto 1989 al settembre 1993, sono state sancite le prime condanne nei confronti di due dei 5 imputati. Ma il processo per gli altri 3 imputati rischia di subire un momentaneo rinvio in conseguenza delle tecniche dilatorie delle difese. Tra il 1989 e il 1993, diciannove bambini tra gli 8 e i 13 anni, tutti appartenenti a famiglie di umili origini di Altamira (Pará) furono sequestrati e sottoposti a torture e mutilazioni di inaudita crudeltà. Nove furono evirati, di questi tre sopravvissero e sei furono ritrovati morti. Di cinque si perse ogni traccia, altri cinque riuscirono a sfuggire ai loro aguzzini. A 11 anni di distanza dall'apertura dell'unica inchiesta realizzata sui "Ragazzi di Altamira" il processo era recentemente ripreso. In quanto alle altre 14 vittime, è mancata la volontà di indagare, o non sono state raccolte prove sufficienti, o i casi sono stati archiviati anzitempo. Sei gli accusati: Valentina Andrade, fondatrice di un’oscura setta religiosa denominata Lus ('Lineamento Universal Superior'), due medici, Césio Flavio Caldas Brandão e Anizio Ferreira de Souza, un ricco commerciante di Altamira, figlio di latifondisti, Amaílton Madeira Gomes, e due ex agenti della polizia militare, Carlos Alberto dos Santos Lima e Aldenor Ferreira Cardoso, quest'ultimo latitante.
Fonti: Comissão Pastoral da Terra, Grito dos Excluidos, Peacelink, Meninos da Alatamira.


postato da monello | 4/09/2003 19:42 | commenti (1)

IN COLOMBIA
Un'autobomba è esplosa oggi all'alba nel centro della città colombiana di Medellin, causando il ferimento di un agente di polizia e ingenti danni materiali. Lo hanno riferito emittenti locali. Il veicolo, si è appreso, era stato parcheggiato al bordo di un parco del quartiere residenziale di 'El poblado', e vicino al quartier generale di Gerardo Canas, aspirante al governatorato del dipartimento di Medellin. Lo scoppio, prodotto a distanza, ha mandato in frantumi i vetri degli edifici circostanti e prodotto gravi danni alle strutture. Intanto a Copacabana, 20 chilometri da Medellin, un commando di tre persone che si muoveva su un taxi ha sparato e ferito gravemente l'autista della senatrice Piedad Cordoba, uno dei personaggi più influenti del Partito liberale colombiano.
(fonte ANSA).



postato da monello | 4/09/2003 19:36 | commenti


La velocità con cui viene data una notizia avvicina alla verità? Da qui parte l’avventura del Monello. Da una domanda. Una domanda scomoda. IL Monello nasce con questo spirito. Nasce per insinuare dubbi là dove ci si appoggia mollemente su false certezze. Per paura. Anche il Monello ha paura,ma rifiuta risposte preordinate e “fa la linguaccia” ad un modo di vivere subordinato a scelte esclusive di burattinai al di sopra di ogni controllo. Il Monello vuole scegliere. É giovane e vuole fare la sua strada, le sue scelte. Il Monello vuole costruire. I suoi occhi bambini vedono cose che non gli piacciono. Sa che è difficile e che forse è un processo così lungo che potrebbe anche non beneficiarne direttamente. Ma ha la saggezza di chi pianta un albero e lo cura nei primi anni di vita, sapendo che dei frutti migliori, quelli più grossi e succosi, godrà chi verrà dopo di lui.Il Monello conosce la risposta a quella domanda. Non sempre la velocità della notizia avvicina alla verità. Così il Monello indaga, ragiona, dibatte, denuncia lontano dalle sirene della pubblicità, dei finanziamenti, delle logiche commerciali, come un bimbo concentrato a correre, a giocare e a dire quello che è.



Il Monello scrive anche qui
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